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Cipro, quando un’isola vale l’Europa

Cipro è una piccola nazione che si trova a 70 km dalla Turchia ed è la terza isola del Mediterraneo, dopo Sicilia e Sardegna. Ha un prodotto interno lordo di circa 23 miliardi di Euro, si tratta quindi di una delle Nazioni più piccole presenti in Eurolandia… eppure questa piccolissima sovranità sta dando tanti problemi al Vecchio Continente.

La premessa è che le banche dell’arcipelago sono in difficoltà, hanno in pancia parecchi crediti rischiosi e rischiano l’insolvenza. Non vengono certamente aiutati dall’economia del Paese, che da qualche anno, a causa della crisi mondiale, presenta un PIL negativo (-2% nel 2012). I maggiori guadagni arrivano dal settore terziario (circa l’80%) e quindi, in una situazione critica per il Mondo intero, i Ciprioti si sono trovati in difficoltà.

In questi casi, come già successo in tutti i PIIGS, interviene la Troika (UE, FMI e BCE) che decide di “aiutare” lo Stato in cambio di sacrifici. L’abbiamo già visto succedere in Irlanda, in Portogallo e in Grecia. Nazioni ben più grandi rispetto alla modesta isoletta situata a 500 Km dall’Egitto, eppure qualcosa, in questo caso, è andato storto… A differenza delle tre Nazioni già nominate, oggi Cipro ha deciso di non abbassare la testa e di non obbligarsi a pagare per avere dei soldi (anomalia tutta Europea). La UE, infatti, aveva chiesto che venissero recuperati 5,6 miliardi di euro in cambio di un prestito da 10, e questi soldi dovevano essere prelevati, forzatamente, dai conti dei Ciprioti.

5,6 miliardi di euro che corrispondono, precisamente, all’esposizione che la Germania ha su Cipro. Quindi un’azione concertata e diretta dai teutonici i quali, dopo aver fatto fallire la Grecia, ci provano con un’altra Nazione.

Ma oggi, dicevamo, qualcosa è andato storto, infatti i Ciprioti hanno deciso di non abbassare la testa e hanno detto “nain”. Un no così potente e deciso da far impallidire la signora Merkel, la quale sta andando incontro a elezioni e certamente tutto avrebbe voluto eccetto un secco no da una Nazione così “insignificante”.

Cipro certamente non si è ammattito: nonostante il bel coraggio, di cui gli va dato atto, può contare anche sull’appoggio della Russia, la quale nei giorni scorsi aveva tuonato contro la Germania e le decisioni prese. Sembrerebbe che il Primo Ministro Russo Putin abbia telefonato al Primo Ministro Cipriota dicendo che se avessero accettato il prelievo forzoso avrebbero tranquillamente potuto issare la bandiera tedesca sulla sede del Parlamento.

Al di là di ciò che è successo, quello che stupisce da questa situazione è l’assoluta incapacità, da parte della politica Europea, di darsi delle regole e di attuare quelle per il bene dei cittadini. È assurdo infatti notare come sarebbero bastati 15 miliardi di euro, soldi raccolti da una semplice emissioni di un BTP in Italia, per salvare l’isola e per non avere ripercussioni e invece, per una cifra così modesta, si è riuscito a far crollare le borse di tutto il Mondo, con conseguenze sulle Economie di tutta Europa e in particolare dei Paesi periferici.

Inoltre è disgustoso notare come la Germania, dopo aver obbligato la Grecia a fare un ordine da 22 miliardi di euro alla Grecia per l’accesso agli aiuti della Troika, sia tornata a colpire in un’altra Nazione piccola è indifesa, nell’indifferenza generale del resto dell’Europa.

L’Europa, la moneta unica e tutto il sistema finanziario del Vecchio Continente è tremato sulle decisioni assurde assunte in questa situazione. Dopo aver superato cinque anni di crisi, il default della Grecia, la crisi del Portogallo e dell’Irlanda, la difesa di Mario Draghi a favore di Italia e Spagna, l’outsider, la falla, il buco, si stava per trovare nella modesta Cipro, il tutto ampliato da una politica quantomeno assurda.

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