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Pubblicità comparativa, uno spot che fa rumore

Sicuramente la ricorderete tutti, una pubblicità andata in TV per pochissimo tempo ma che ha fatto “rumore”. No, non c’erano strilli e urla, era chiara, lineare e limpida. Si trattava di una delle prime pubblicità comparative, sicuramente una delle meglio riuscite. Rivediamola:

La pubblicità comparativa della Renault, che nel 2006 si aggiudicò ben 8 EuroNcap per la sicurezza. 8 modelli della Renault erano più sicure della concorrenza. Tra tutte spiccavano la nuova Clio III e la Megane.

Questo tipo di pubblicità può essere una marcia in più per qualsiasi azienda, la cosa fondamentale è che sia: onesta, reale ed eticamente corretta. Questo della Renault è uno spot che mette in evidenza alcuni dati oggettivi e neutrali. Ricordo la prima volta che ho visto questa pubblicità in TV: stavo facendo altro, ma il suono (la voce) subito ha attirato la mia attenzione… insomma, uno spot ben fatto che ha fatto scuola.

Altre pubblicità comparative le possiamo trovare negli spot Get a Mac di Apple. Ecco un esempio:

Già in questo caso si cerca l’esasperazione e i dati non sono oggettivi. Si scherza su Windows (chiamandolo PC- dimenticando Linux) in un modo che, secondo me (al di la della bellezza e dell’efficacia), è poco corretto.

Un altro spot comparativo, che la butta più sul ridere (più di Apple), è realizzata da una nota bibita:

La pubblicità comparativa non è certo una novità, si usava già negli anni 80, per la precisione nel 1987, ma non era consentito fare comparazioni con un’altra marca specifica.

Ecco invece una comparazione che ha fatto discutere tantissimo e che ha fatto scalpore

Si mettono a confronto i mezzi di trasporto, il tifoso del Real Madrid va allo stadio con la metro, quello dell’Atletico Madrid va in auto. Il risultato è che quello del Real arriva in tempo e quello dell’Atletico, dopo aver infranto praticamente tutte le regole della strada, arriva in ritardo. Questo spot che è andato in onda sugli schermi della metro di Madrid, ha fatto scalpore e ha scatenato l’ira dei tifosi dell’Atletico. Se ciò venisse fatto da un’azienda, con uno spot su grande scala (in TV), sarebbe pressapoco un fallimento.