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Cattiva editoria e informazione drogata

Cosa può essere più falso di una notizia falsa? Nulla credo… è quello che è successo nella scorsa settimana.

L’artefatto: su oneCinema decidiamo di pubblicare un innocuo Pesce D’aprile, “Belen Rodriguez dice sì a Tinto Brass per il seguito di Così fan tutte“; una notizia evidentemente falsa, data il primo aprile, con un link fonte verso un fantomatico, quanto inesistente, Time New Gossip, con il tag April Fool. Segnali sufficienti per far capire che si tratta di uno scherzo, eppure c’è chi non lo capisce, arriva con 5 giorni di ritardo e rilancia.

Il fatto: la notizia viene ripresa subito da un’agenzia stampa e il giro è semplice, ne iniziano a parlare tutti: Panorama, Studio Aperto (minuto 15.18), Rete 4 (secondo minuto), Blogosfere, Nanopress, Virgilio, Yahoo, Unione Sarda, insomma, tutti i maggiori editori italiani.

Tutti ne parlano, tutti lo dicono ma nessuno linka, nessuno dice da chi è partita, ecco quindi che una bufala prende la forma di notizia vera, fino quasi a diventarlo. Le smentite sono arrivate da Belen Rodriguez e Tinto Brass, altrimenti qualcuno aspettava veramente il film.

Appena ci rendiamo conto di ciò che abbiamo creato pubblichiamo un post nel quale sottolineiamo che si è trattato di uno scherzo, mandiamo il link agli editori italiani e alle agenzie di stampa. Risultato? Qualcuno legge e capisce, altri ci accusano di aver pubblicato un pesce d’aprile in ritardo.

Ora la conclusione mi sembra ovvia: il pesce d’aprile, naturalmente, l’abbiamo pubblicato l’1 aprile, tanti editori sono arrivati in ritardo, non hanno linkato un concorrente e non si sono preoccupati di verificare (si fa così informazione?); nonostante la smentita, gli stessi editori non hanno letto nulla, hanno nuovamente scritto, senza essere informati, sbagliando di nuovo.

Addirittura l’AGI (Agenzia Giornalistica Italiana, non il pizzicagnolo sotto casa) riesce a interpellare il portale Cinemotore (che non esiste) e fa diventare Belen Rodriguez di nazionalità Colombiana, e non Argentina. Ovviamente TGCom non si fa sfuggire l’occasione e rilancia, facendo grossolani errori.

Qualche editore si è salvato, è il caso di Blogo che nonostante ci sia cascato poi ha ammesso l’errore (se solo linkasse un po’ di più gli italiani), ADNKronos, Rumors.it e pochissimi altri.

Da ciò cosa si può dedurre? Gli editori italiani, grandi e piccoli, scrivono senza leggere, non sono informati, non linkano, non citano, stanno nel loro giardino e se qualcuno gli fa notare gli errori si rivoltano contro, accusando e attaccando… come è successo con uno degli editori nominati, il quale, avvisato del fatto, ci ha anche risposto via email definendoci “dementi”.

Per la cronaca, Radio Kiss Kiss ha riportato la notizia dicendo che un blog (anche qua non si nomina mai chi…) ha pubblicato in ritardo il pesce d’aprile. Ho chiamato in trasmissione, mi hanno detto che mi avrebbero richiamato per farmi intervenire ma ancora non ho ricevuto nessuna chiamata… serve qualche altra conferma? Attendiamo i settimanali scandalistici, non si sa mai…

Segnalazione doverosa: ci sono tantissimi altri siti medio/piccoli che ci sono cascati e che si sono comportati come i grandi, per una questione di spazio non posso riportarli tutti, ma basta fare una ricerca per farsi un’idea.

Questa è l’editoria in Italia? Queste sono le persone che fanno informazione? Questa è La Repubblica? Questo è Panorama? Questo è Virgilio? Siamo in buone mani… signori, buon pesce d’aprile e il prossimo anno state attenti, alzeremo il tiro ;)

Maggiori informazioni possono essere trovati su Webnews, il quale inquadra alla perfezione lo stato attuale dell’editoria, sul blog dello stesso Webnews, su oneTiVu, oneWeb2.0 e ovviamente su oneCinema.